Inaugurazione dell'impianto di microidroelettrico in località Panigale Lizzano in Belvedere28/04/2008 - Località Panigale Lizzano in Belvedere (Bo), ore 10.30
Sarà inaugurato il prossimo lunedì 28 aprile l´impianto di microidroelettrico in località Panigale Lizzano in Belvedere. Il progetto, realizzato da Cisa, centro innovazione per la sostenibilità ambientale, è stato realizzato nell’ambito di una vecchia ferriera oggi restaurata per fini didattico culturali dal parco del Corno alle Scale e si basa su una nuova ruota idraulica ad acqua ad asse orizzontale che trasmetterà il moto al generatore elettrico. Dal punto di vista costruttivo l’obiettivo è quello di prevedere la realizzazione della macchina ad elementi assemblabili con operazioni molto semplici tali da essere effettuate anche dal privato L’impianto è improntato sulla semplicità ed essenzialità anche allo scopo di fornire una possibilità di autocostruzione ai privati eventualmente interessati. La portata media e il salto idraulico hanno portato a ipotizzare una potenza pari a 7/8 KW, con produzione di energia elettrica annua stimabile attorno ai 40.000 KW/h ipotizzando un periodo di funzionamento di circa 240 giorni. L´inaugurazione è aperta al pubblico; per informazioni contattare il numero 0534.521104
mercoledì 23 aprile 2008
venerdì 18 aprile 2008
inceneritori
Info n. 15
Inceneritori e salute: notizie allarmanti dalla Francia
Il 2 aprile u.s. (sul sito sanitario indicato nelll’articolo) sono stati resi noti i risultati definitivi della ricerca condotta da La Veille Sanitarie in Francia nelle popolazioni residenti in prossimità di impianti di incenerimento.
I risultati preliminari erano stati presentati->http://www.cniid.org/espace_mailing/cp_20080402.htm] nel novembre 2006 ed avevano riguardato 135.567 casi di cancro insorti nel periodo 1990-1999 su una popolazione di circa 2.5 milioni di persone residente in prossimità di 16 inceneritori di rifiuti urbani attivi tra il 1972 ed il 1990.
Lo studio aveva considerato l’esposizione a diossine valutate in diversi percentili, trovando un aumento del rischio coerente col crescere dell’esposizione; in particolare nelle aree più esposte l aumento del rischio era: sarcomi + 12.9% in entrambi i sessi, l infomi non Hodgkin + 8.4% , cancro al fegato +9.7 %, cancro alla mammella +6.9%, tutti i cancri nelle donne +4% . Orbene, le preoccupazione già a suo tempo emerse dai risultati preliminari, si sono ulteriormente rafforzate davanti ai risultati definitivi conteggiati a marzo 2008 e che evidenziano i seguenti incrementi: sarcomi + 22%, linfomi non Hodgkin + 12% in entrambi i sessi + 18% nelle femmine, cancro al fegato +16%, tutti i cancri nelle donne +6% ed ancora, dato in precedenza non rilevato, incremento del rischio di incidenza per mieloma multiplo in entrambi e sessi +16% e per i maschi addirittura + 23%.
Oltretutto, a detta degli autori, il picco non è ancora stato raggiunto! Ricordiamo che anche lo studio condotto sulla popolazione di un quartiere di Forlì (Coriano) esposta a due impianti di incenerimento ( rifiuti urbani e ospedalieri) aveva evidenziato gravi danni per la salute specie nel sesso femminile con aumento statisticamente significativo del rischio di morte per tutte le cause e soprattutto per tutti i tumori (in particolare mammella, colon, stomaco). La particolare suscettibilità del sesso femminile agli inquinanti emessi da questi impianti è facilmente comprensibile se si pensa, ad es., che la concentrazione di diossine nel sangue delle donne di Seveso, anche a distanza di anni, era dalle due alle tre volte superiore a quella riscontrata nei maschi, che pure erano stati esposti al medesimo evento: le caratteristiche biologiche, metaboliche, endocrine rappresentano evidentemente un fattore discriminante di particolare rilievo.
D’ altra parte è ben noto che proprio nel sesso femminile, anche nel nostro paese, si registra una crescente incidenza di cancro che, secondo i dati dell’ Associazione dei Registri Tumori Italiani (AIRTUM) presentati proprio per l’ 8 marzo 2008, è dell’ 1% annuo, indipendentemente dalla età. Tutte queste considerazioni, al pari di quelle che si fanno per la salute infantile, sono però parole al vento: nessuno se ne cura ed invece di passare dalle parole ai fatti- ovvero intraprendere azioni concrete per ridurre l’ immissione di sostanze tossiche ed inquinanti nell’ ambiente facendo Prevenzione Primaria - si continua solo ad esprimere buone intenzioni o a “ monitorare” i danni che si continuano a recare.
Da questo punto di vista la gestione dei rifiuti è a dir poco paradossale: da tempo abbiamo capito che i “rifiuti” (o meglio i “materiali post-consumo”) sono risorse, ma, se anche fossero una “malattia”, come viene costantemente propagandato, la “cura” che ci viene prospettata, ovvero il loro incenerimento, è molto peggiore del male, dal momento che ogni processo di combustione trasforma materiali di per sé inerti in composti altamente tossici e nocivi, con danni che sono oggi dettagliamente calcolabili.
Sul sito dell’UE è oggi possibile, inserendo alcuni parametri emissivi (NOx, SO2, PM10, VOC..) l’ altezza dei camini ecc. quantificare i danni alla salute e all’ ambiente per ciascuna fonte. Per fare un esempio, ogni anno emissioni simili a quelle dell’ inceneritore di Brescia, secondo tale software che –si badi bene- considera solo una parte degli inquinanti emessi, causerebbero una perdita economica pari a 1.480.000 Euro !
Che altro resta da dire?
Il problema dei rifiuti è, in assoluto, il più semplice da risolvere, se solo si facessero scelte coraggiose e chiare: dalla raccolta “porta a porta” al recupero effettivo dei materiali post-consumo. Ma fino a che rimangono i cassonetti stradali che altro non sono che mini discariche all’ aperto e fino a che lo stesso gestore gestisce sia la raccolta differenziata che l’ incenerimento e guadagna tanto più brucia, rivendendo a prezzo triplicato la poca energia prodotta, come sperare che inverta la rotta? Solo la nostra follia può pensare che sia vantaggioso incenerire carta, legno, plastica…preziose materie che poi dobbiamo produrre ex.novo abbattendo alberi od estraendo petrolio. Allo stato attuale il 98.2% di tutti i rifiuti urbani può essere recuperato come materia, e, per chi ancora non lo sapesse, anche i materiali poli-accoppiati e gli stessi pannoloni diventano – tramite processi di estrusione, senza formazione di alcun inquinante - sabbia sintetica utilizzata in edilizia o per manufatti plastici. In pratica il “secco non riciclabile” che prima andava alla discarica o all’ incenerimento ad un costo medio di 120 Euro a ton, viene venduto al prezzo di 80 Euro a ton sotto forma di sabbia sintetica! Non è utopia, non succede chissà dove, succede nel nostro paese. Perchè i nostri amministratori e politici invece dei pellegrinaggi a Vienna o Brescia non vanno a visitare, ad es. il Centro Riciclo di Vedelago (TV) dove si realizza quanto sopra detto? Qui, senza sovvenzioni pubbliche si sono creati posti di lavoro stabili e sicuri, senza nocività né per i lavoratori né per l’ ambiente. Impianti simili si possono realizzare ovunque in pochi mesi e con investimenti che sono almeno un decimo inferiori rispetto a quelli necessari per realizzare un inceneritore che tratti la stessa quantità di materiali.
Se dunque è possibile evitare queste inutili e costose fabbriche di veleni senza il ricatto occupazionale, ma anzi creando lavoro e ricchezza, è facile capire perché non solo cittadini e comitati si sono mobilitati, ma anche centinaia di migliaia di medici in Europa, dal Consiglio Nazionale degli Ordini dei Medici Francese, ai Medici Irlandesi, alla Federazione degli Ordini dell’ Emilia Romagna, si sono attivati per chiedere una moratoria sulla loro costruzione.
Ma ancora una volta, proprio all’ interno del mondo scientifico e medico, le voci indipendenti dai grossi poteri economici/finanziari faticano a farsi ascoltare. Quante sofferenze e quanti morti ancora saranno necessari perché finalmente si aprano gli occhi ed i rifiuti cessino di essere risorse solo per chi, incenerendoli, accede, in un mercato drogato, ai vergognosi incentivi che solo l’ Italia riconosce ai “fuochisti” di turno?
Dott..ssa Patrizia Gentilini – Oncologa
Mercoledì 16 aprile 2008.
martedì 8 aprile 2008
IL DECALOGO AMBIENTALE PROPOSTO DA VELTRONI
1. *Prevedere l’integrale detraibilità delle spese per l’installazione di pannelli solari per il riscaldamento, e introdurre l’obbligo di installare pannelli solari, sia termici che fotovoltaici, in tutte le nuove costruzioni. Grazie a questo programma, nei prossimi cinque anni si potranno installare pannelli solari termici in almeno il 20% delle abitazioni italiane: calcolando solo il fabbisogno di energia per il riscaldamento dell’acqua, questo ridurrà i consumi di petrolio di oltre mezzo milione di Tep all’anno, abbatterà le emissioni dannose per il clima di 2 milioni e mezzo di tonnellate all’anno, farà risparmiare alle famiglie italiane quasi un miliardo di euro all’anno, farà decollare l’industria del sole con migliaia di nuove imprese e centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro
2. *Incentivare la sostituzione di tutti gli elettrodomestici con modelli di classe A+ e di lampadine ad incandescenza con lampadine ad alta efficienza, prevedendo entro tre anni il divieto di vendita delle apparecchiature più energivore. Tale misura non solo consentirà di risparmiare energia e di ridurre l’inquinamento, ma favorirà le industrie italiane che sono tra quelle tecnologicamente più avanzate. Incentivare la sostituzione delle caldaie tradizionali con quelle ad alta efficienza energetica, in particolare con le pompe di calore
3. * Diffondere sistemi di illuminazione pubblica a alta efficienza e con regolazione automatica. Se adottate in modo diffuso e sistematico, tali tecnologie faranno risparmiare fino a due milioni di kWh, fino a 4 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio, fino a un milione e mezzo di tonnellate di emissioni dannose per il clima
4. Incentivare, introducendo regole di tariffazione fortemente differenziate, l’utilizzo di elettrodomestici nelle ore non di punta: la cosiddetta tariffa bioraria, oggi pochissimo utilizzata
5. *Acquistare 1000 nuovi treni per il trasporto pendolare: così si offrirà un servizio finalmente adeguato agli oltre due milioni di italiani che ogni giorno usano il treno per andare a lavorare o a scuola, e si incentiverà il trasporto su ferro rispetto a quello su gomma sulle brevi distanze (l’80% di tutti gli spostamenti dei passeggeri in Italia avvengono in ambito urbano, metropolitano o locale)
6. *Defiscalizzare l’erogazione da parte dei datori di lavoro ai dipendenti dei “ticket transport”: voucher per l’acquisto, esclusivamente per il tragitto casa-lavoro, di titoli di viaggio per i mezzi di trasporto pubblici (sul modello dei ticket per il pranzo)
7. Reintrodurre la pratica del “vuoto a rendere” per le bevande. Incentivare con meccanismi di defiscalizzazione la produzione e la distribuzione di prodotti “refill”: detersivi, prodotti per l’igiene, prodotti per la casa ricaricabili, che permettono il riutilizzo di bottiglie, flaconi e altri contenitori in plastica. Tali misure consentiranno di ridurre nei prossimi anni di almeno il 20% il consumo pro-capite di imballaggi, che costituiscono oltre metà (in volume) di tutti i rifiuti solidi urbani
8. Penalizzare, aumentando la tariffa di conferimento, i Comuni che continuano a smaltire i rifiuti indifferenziati in discarica. Tale pratica è vietata da tempo dalle direttive europee, ma in Italia il divieto è inapplicato. Applicarlo farà crescere la raccolta differenziata, contribuendo a portarla ad almeno il 35% in tutto il Paese e a ridurre così il fabbisogno di discariche
9. Vincolare tutte le amministrazioni pubbliche, a partire dai ministeri e dalle sedi istituzionali, ad acquistare soltanto carta riciclata e mezzi di trasporto ad alimentazione ibrida e a ridurre di almeno il 20% entro cinque anni i consumi di energia per unità di superficie e unità di personale. La Pubblica Amministrazione è di gran lunga il principale consumatore di beni e utente di servizi (i suoi acquisti contribuiscono per quasi il 20% alla formazione del Pil), una progressiva trasformazione in senso ecologico delle sue scelte di consumo avrà non solo un grande valore simbolico ma anche effetti pratici rilevanti
10. Introdurre nel codice penale i reati contro l’ambiente, a cominciare da quelli legati allo smaltimento clandestino dei rifiuti e alle attività delle ecomafie
* Punti contenuti nel disegno di legge già predisposto.
1. *Prevedere l’integrale detraibilità delle spese per l’installazione di pannelli solari per il riscaldamento, e introdurre l’obbligo di installare pannelli solari, sia termici che fotovoltaici, in tutte le nuove costruzioni. Grazie a questo programma, nei prossimi cinque anni si potranno installare pannelli solari termici in almeno il 20% delle abitazioni italiane: calcolando solo il fabbisogno di energia per il riscaldamento dell’acqua, questo ridurrà i consumi di petrolio di oltre mezzo milione di Tep all’anno, abbatterà le emissioni dannose per il clima di 2 milioni e mezzo di tonnellate all’anno, farà risparmiare alle famiglie italiane quasi un miliardo di euro all’anno, farà decollare l’industria del sole con migliaia di nuove imprese e centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro
2. *Incentivare la sostituzione di tutti gli elettrodomestici con modelli di classe A+ e di lampadine ad incandescenza con lampadine ad alta efficienza, prevedendo entro tre anni il divieto di vendita delle apparecchiature più energivore. Tale misura non solo consentirà di risparmiare energia e di ridurre l’inquinamento, ma favorirà le industrie italiane che sono tra quelle tecnologicamente più avanzate. Incentivare la sostituzione delle caldaie tradizionali con quelle ad alta efficienza energetica, in particolare con le pompe di calore
3. * Diffondere sistemi di illuminazione pubblica a alta efficienza e con regolazione automatica. Se adottate in modo diffuso e sistematico, tali tecnologie faranno risparmiare fino a due milioni di kWh, fino a 4 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio, fino a un milione e mezzo di tonnellate di emissioni dannose per il clima
4. Incentivare, introducendo regole di tariffazione fortemente differenziate, l’utilizzo di elettrodomestici nelle ore non di punta: la cosiddetta tariffa bioraria, oggi pochissimo utilizzata
5. *Acquistare 1000 nuovi treni per il trasporto pendolare: così si offrirà un servizio finalmente adeguato agli oltre due milioni di italiani che ogni giorno usano il treno per andare a lavorare o a scuola, e si incentiverà il trasporto su ferro rispetto a quello su gomma sulle brevi distanze (l’80% di tutti gli spostamenti dei passeggeri in Italia avvengono in ambito urbano, metropolitano o locale)
6. *Defiscalizzare l’erogazione da parte dei datori di lavoro ai dipendenti dei “ticket transport”: voucher per l’acquisto, esclusivamente per il tragitto casa-lavoro, di titoli di viaggio per i mezzi di trasporto pubblici (sul modello dei ticket per il pranzo)
7. Reintrodurre la pratica del “vuoto a rendere” per le bevande. Incentivare con meccanismi di defiscalizzazione la produzione e la distribuzione di prodotti “refill”: detersivi, prodotti per l’igiene, prodotti per la casa ricaricabili, che permettono il riutilizzo di bottiglie, flaconi e altri contenitori in plastica. Tali misure consentiranno di ridurre nei prossimi anni di almeno il 20% il consumo pro-capite di imballaggi, che costituiscono oltre metà (in volume) di tutti i rifiuti solidi urbani
8. Penalizzare, aumentando la tariffa di conferimento, i Comuni che continuano a smaltire i rifiuti indifferenziati in discarica. Tale pratica è vietata da tempo dalle direttive europee, ma in Italia il divieto è inapplicato. Applicarlo farà crescere la raccolta differenziata, contribuendo a portarla ad almeno il 35% in tutto il Paese e a ridurre così il fabbisogno di discariche
9. Vincolare tutte le amministrazioni pubbliche, a partire dai ministeri e dalle sedi istituzionali, ad acquistare soltanto carta riciclata e mezzi di trasporto ad alimentazione ibrida e a ridurre di almeno il 20% entro cinque anni i consumi di energia per unità di superficie e unità di personale. La Pubblica Amministrazione è di gran lunga il principale consumatore di beni e utente di servizi (i suoi acquisti contribuiscono per quasi il 20% alla formazione del Pil), una progressiva trasformazione in senso ecologico delle sue scelte di consumo avrà non solo un grande valore simbolico ma anche effetti pratici rilevanti
10. Introdurre nel codice penale i reati contro l’ambiente, a cominciare da quelli legati allo smaltimento clandestino dei rifiuti e alle attività delle ecomafie
* Punti contenuti nel disegno di legge già predisposto.
martedì 1 aprile 2008
Padova, Venerdì 4 aprile 2008, ore 17.30
Sala degli Anziani, palazzo Moroni, via del Municipio 1
Rottamare il petrolio
Sviluppo sostenibile e efficienza energetica per la
crescita italiana e il benessere delle famiglie
Ne discuteranno:
Sen. Enrico Morando
responsabile programma del Pd
Sen. Paolo Giaretta
segretario regionale PD
Michele Bertucco
presidente Legambiente Veneto
Gabriella Chiellino
responsabile Ambiente PD Veneto
Luca Musumeci
Nuovi Equilibri Consulting
Al termine dell’incontro, previsto per le 19.30, si terrà uno spritz in
piazza con il senatore Enrico Morando
Per info: Michele Fiorillo, Ecodem Veneto (fiorillo@sns.it)
Padova, Venerdì 4 aprile 2008, ore 17.30
Sala degli Anziani, palazzo Moroni, via del Municipio 1
Rottamare il petrolio
Sviluppo sostenibile e efficienza energetica per la
crescita italiana e il benessere delle famiglie
Ne discuteranno:
Sen. Enrico Morando
responsabile programma del Pd
Sen. Paolo Giaretta
segretario regionale PD
Michele Bertucco
presidente Legambiente Veneto
Gabriella Chiellino
responsabile Ambiente PD Veneto
Luca Musumeci
Nuovi Equilibri Consulting
Al termine dell’incontro, previsto per le 19.30, si terrà uno spritz in
piazza con il senatore Enrico Morando
Per info: Michele Fiorillo, Ecodem Veneto (fiorillo@sns.it)
Padova, Venerdì 4 aprile 2008, ore 17.30
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