martedì 25 marzo 2008

UN’IDEA SEMPLICE

Negli ultimi mesi tutti i nostri politici si sono resi conto della difficile situazione di molte famiglie italiane che non riescono più ad arrivare a fine mese. Il reddito di queste famiglie negli ultimi anni non è cresciuto parallelamente all’aumento dei prezzi. E i prezzi come sappiamo sono aumentati molto, inizialmente per via di chi (non solo i commercianti al dettaglio) ha approfittato del cambio lira/euro e poi soprattutto per l’aumento del costo del petrolio che causa -a catena- una serie di aumenti anche sui generi di prima necessità. A fronte di questa difficile situazione, da molti esponenti della ex maggioranza e dell’opposizione si è proposto un aumento degli stipendi netti, tramite una diminuzione delle imposte a carico del lavoratore, o comunque altre iniziative per aumentare il potere d’acquisto dei salari.

In questi due anni il governo ha anche cercato di creare le condizioni per un maggiore sviluppo del settore dell’energia “pulita”, in particolare dell’energia solare, tramite sgravi fiscali che favoriscano l’installazione di pannelli solari e il risparmio energetico. Anche le amministrazioni locali stanno cominciando a muoversi in tal senso e già diversi comuni hanno inserito l’obbligo, nei Piani Regolatori, di installare pannelli solari nelle nuove costruzioni. La produzione di energia derivante da fonti alternative al petrolio non è solo una questione ambientale che riguarda la lotta all’effetto serra, ma può anche aiutare l’Italia ad uscire dalla dipendenza energetica dall’estero con benefici sulla bilancia dei pagamenti e sulla minore dipendenza dell’inflazione dalle variazioni di prezzo del petrolio.

Nonostante il trend delle installazioni di pannelli solari e del fotovoltaico indichi un deciso aumento rispetto al passato, a questa velocità perché la produzione nazionale di energia “pulita” possa diventare quantitativamente rilevante, dovranno passare molti anni. Per accelerare il processo e dare un contributo massiccio all’ambiente e all’economia italiana nel breve periodo, ci vorrebbe un “colpo di reni”, uno sforzo particolare.

Una possibile soluzione che affronti insieme il problema del basso potere d’acquisto della famiglie e la necessità di sviluppare le “energie pulite”, potrebbe esserci. Si tratta di destinare alle famiglie con reddito più basso non un aiuto economico una tantum e neanche (o non solo) un aumento dello stipendio netto, ma un contributo molto elevato (per esempio l’80% del costo) per l’installazione di pannelli solari o fotovoltaici.
E’ un’idea semplice, che permetterebbe nello stesso tempo di
- aiutare le famiglie più povere a risparmiare notevolmente e per molti anni sulla spesa energetica
- dare un impulso forte al mercato dei pannelli solari, con aumento dei posti di lavoro e della ricchezza che gira
- contribuire a lottare contro l’effetto serra (anche per rispettare gli impegni internazionali che l’Italia si è presa)
- contribuire a diminuire la dipendenza italiana dal petrolio e migliorare la nostra bilancia dei pagamenti.

Naturalmente questa è solo una proposta di massima che faccio al Governo che verrà. Va verificata la fattibilità finanziaria, la capacità del mercato di rispondere agli aumenti di domanda e vanno trovate forme di aiuto anche per chi non ha possibilità di installare i pannelli (penso alle gente in affitto). Ma nonostante questo credo sia una ipotesi interessante che valga la pena di approfondire.

Luca Musumeci
Ecodemocratici Veneto

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